venerdì 15 aprile 2011

Questione Porrettana

COMUNE DI PISTOIA

Gruppo Consiliare PdL

Pistoia, 13 aprile 2011


ORDINE DEL GIORNO SULLA LINEA FERROVIARIA PORRETTANA

Premesso che la D.G. 1174/2010 della Regione Toscana, nel procedere alla ripartizione e alla assegnazione delle risorse finanziarie per il trasporto pubblico locale per l’annualità 2011, ha previsto una riduzione del servizio ferroviario sulla linea Porretta Terme-Pistoia stabilendo contestualmente di sostituire in parte il servizio di trasporto ferroviario con autobus;
Visto che, conseguentemente alla delibera sopra citata, a partire dal 28 febbraio 2011, sono state soppresse più della metà delle corse previste in precedenza sulla linea Porrettana, predisponendo un servizio di autobus sostitutivo che pone, tuttavia, notevoli problemi di collegamento con alcuni paesi della montagna pistoiese, dato che le fermate dell’autobus sono a rilevante distanza da alcune località e che i tempi di percorrenza complessivi sono indubbiamente più lunghi, soprattutto nella stagione invernale, per le frequenti nevicate;
Osservato che, vista la situazione, è ragionevole presumere che le persone che oggi utilizzano la linea ferroviaria Porrettana per ragioni di studio o di lavoro saranno disincentivate a farlo e che saranno, invece, costrette a privilegiare il mezzo privato con i noti effetti che ciò comporta in termini di inquinamento e di pericolo;

Valutato che la linea ferroviaria Porrettana, inaugurata nel 1864, ha storicamente svolto un ruolo fondamentale nelle comunicazioni tra Nord e Centro Italia e rappresenta ancora oggi, soprattutto in chiave turistica, un importante elemento di collegamento tra l’Emilia Romagna e la Toscana;

Preso atto della proposta della Provincia di Pistoia di convocare un consiglio provinciale straordinario in seduta congiunta con la Provincia di Bologna, al fine di individuare una linea di intervento comune per tutelare e valorizzare la Porrettana;

Considerato che l’intervento operato dalla Regione Toscana determina gravi danni ai cittadini di tutte le località interessate, al turismo e all’economia di quelle aree;

Tutto ciò premesso,

Il Consiglio Comunale di Pistoia

Dichiara di attribuire al trasporto pubblico, in generale, e alla linea Porrettana, in particolare, importanza strategica a garanzia della mobilità di pendolari e turisti, oltre che di contenimento dell’inquinamento e tutela dei collegamenti infraregionali e nazionali sia in termini commerciali che di possibile protezione civile e militare;

Esprime la più netta contrarietà rispetto alla scelta adottata dalla Regione Toscana, chiedendo alla Giunta Regionale di rivedere la decisione assunta;

Auspica un ampio e approfondito dibattito con tutti i rappresentanti dei Comuni interessati per cercare una soluzione idonea a garantire una composizione dei diversi interessi in gioco e a porre le basi per un rilancio della Ferrovia Porrettana che scongiuri i tagli al servizio.

Alessandro Capecchi
Margherita Semplici
Alessandro Tomasi
Roberto Cipolla
Jessica Cipriani
Giovanni Petruzzelli
Mario Germinara
Giorgio Zuccherini
Francesca Bardelli

(foto Ing. Mirto Blasich 2008) 

martedì 29 marzo 2011

Euro 2: La Vendetta

Carissimi,

oggi metto in rete un piccolo post inviatomi da un amico qualche giorno fa, relativo alla sovranità monetaria, argomento difficile ma sempre più di attualità in questo mondo dalla finanza globalizzata. Capitali enormi si spostano infatti con un semplice click da una parte all'altra del mondo, determinando le fortune o la rovina di intere generazioni.

Ovvio che il punto di vista riportato muove da assunti assai duri e determinati, ma credo che stimolare una riflessione su questo tema sia doveroso per chi si occupa di politica oggi, a qualunque livello.

Sarebbe poi interessante organizzare un dibattito a più voci per approfondire le varie questioni (euro, globalizzazione, ruolo delle banche ecc) per cui chi fosse interessato è pregato di farmelo sapere!



Un saluto,
Alessandro



EURO 2: LA VENDETTA

Ritorno ancora su un argomento che mi sta particolarmente a cuore visto che sono stato uno dei primi a parlarne in anticipo in tempi non sospetti, era infatti il 2008 quando spiegavo il Club Med e a che cosa ci avrebbe portato. La scorsa estate ho scritto il saggio economico intitolato “L’Europa sé rotta” ma pare che ancora adesso la maggior parte dei piccoli risparmiatori ed investitori italiani non si renda conto di cherischi gravino sui loro portafogli e sullo scenario macroeconomico europeo. Nello specifico il cosiddetto rischio di spaccatura monetaria all’interno dell’area valutaria dell’Unione Europea. Sostanzialmente tutto questo è rappresentato dalla Teoria di Euro 2 ovvero l’emersione o la creazione di una seconda divisa in Europa che venga adottata dai paesi periferici.

La crisi dei PIGS (ho scoperto che ci sono persone che ancora non sanno che cosa sono) è in realtà la crisi dell’euro ovvero di una moneta imposta dall’alto a 17 economie che tra di loro hanno ben poco in comune. La moneta per ogni paese è una potente arma di difesa in momenti di turbolenza o difficoltà finanziaria, rappresenta una sorta di valvola a pressione per raffreddare l’economia o per rilanciarla in momenti di profonda contrazione. Nello specifico aver obbligato paesi come il nostro ad usare una divisa troppo forte per un economia troppo debole è stato una follia. Se ne stanno rendendo conto troppo tardi adesso le autorità istituzionali, nonostante i recenti moniti di prestigiose personalità dello stesso mondo accademico, vedi Roubini, Stiglitz, Fitoussi, Attali e Zingales.

Per chi non lo sapesse vi sono centinaia di operatori istituzionali che stanno covando in silenzio operazioni di speculazione finanziaria sul default dell’euro o sulla sua dipartita: persino Warren Buffet ha sentenziato la fine prossima della moneta unica a fronte delle continue e ripetute difficoltà di Spagna e Portogallo. La crisi dei PIGS ha fatto emergere una insostenibile architettura finanziaria tra i paesi virtuosi dell’Europa del Nord e quelli in quarantena finanziaria dell’Europa Periferica: in poche parole il debito dei paesi deboli è in mano per la maggior parte ai paesi sani e forti (si fa per dire, infatti anche la Germania molto presto si troverà a dover aiutare altri partner europei per evitare di perdere la leadership politica in Europa).

Il Giappone, con quello che ha recentemente subito, non preoccupa nessuno (almeno dal punto di vista economico) in quanto il 95% del suo debito pubblico è in mano agli stessi giapponesi, mentre Francia, Germania ed Inghilterra detengono percentuali rilevanti del debito pubblico spagnolo, greco, irlandese, italiano e cosi via. Pertanto le sorti del debitore sono nelle mani del creditore: il peggior scenario ! Ponete pertanto la massima attenzione: quello che un tempo poteva essere un investimentio risk free come un titolo di stato europeo oggi potrebbe essere uno dei primi investimenti a prendere un bagno di sangue. Lo stesso Cameron, incalzato successivamente dalla Merkel, ha più volte ribadito che non è possibile continuare a far pagare ai soli contribuenti questa bomba con la miccia accesa, in più occasioni qualcuno ha paventato l’idea del default parziale.

Con questo termine si intende il rimborso non integrale dei titoli di stato alla loro naturale scadenza. Recentemente la Banca J.P. Morgan ha ipotizzato per il breve periodo la possibilità di default parziale dal 5% al 25%, a seconda dello scenario, per i paesi PIGS (mettendoci dentro anche l’Irlanda e l’Inghilterra). Evitate pertanto di massificare il vostro portafoglio con solo titoli di stato aerea euro, specie se a tasso fisso e con scadenze molto lunghe, preferite piuttosto le emissioni con tasso ancorato all’inflazione. Se poi si volesse scegliere il titolo di stato più sicuro al mondo in questo momento allora si dovrebbe puntare su quelli norvegesi: strana fatalità, infatti la Norvegia è un paese che di entrare in Europa proprio non ne vuol sentire.
Paolo Fedi

giovedì 3 marzo 2011

Convegno "Urbanistica: una riforma necessaria".

Si terrà Sabato 5 marzo ore 10 presso il Consiglio regionale della Toscana (Palazzo Bastogi-Sala delle Feste-Via Cavour, 18 Firenze) il convegno "Urbanistica: una riforma necessaria".


Concluderà l'evento il Ministro Altero Matteoli.

Vi aspettiamo numerosi!

martedì 1 marzo 2011

"FATTORE D. - Prima Conferenza Nazionale sul Lavoro e l'Occupazione Femminile"


Sabato 5 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.30, presso l'Auditorium della Tecnica, Viale Tupini 65, all'Eur si terrà il Convegno "FATTORE D. - Prima Conferenza Nazionale sul Lavoro e l'Occupazione Femminile" promosso dal Settore Pari Opportunità del Popolo della Libertà.

All'incontro, in cui porteranno il loro contributo i Ministri Michela Vittoria Brambilla, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni, la Vice Presidente al Parlamento Europeo Roberta Angelilli e la Delegata del PdL in Europa alle Pari Opportunità Barbara Matera, parteciperanno il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e i rappresentanti delle parti sociali.