venerdì 28 novembre 2008

PDL: il Partito degli Italiani

di Alessandro Capecchi

La nascita del PDL può e deve essere una grande occasione.
Mettere insieme radici culturali e politiche diverse non è compito semplice, e la nostra classe dirigente dovrà dosare bene movimentismo e fermezza, apertura alla società civile e rispetto per chi da tanti anni lavora sul territorio, conservatorismo e spinte riformatrici.
Fare politica infatti, soprattutto a livello locale, è un'esperienza straordinaria che ti porta a contatto con i problemi reali, le aspettative e le esigenze della Tua comunità. Acquisendo un bagaglio di conoscenze, di progettualità, di valori che non devono essere dispersi rincorrendo una prospettiva semplicemente elettorale o addirittura sondaggistica della politica.
Per chi come noi ha sempre fatto dell'identità e della coerenza i baluardi del proprio impegno pubblico, la traiettoria che ci porterà dentro al PPE in Europa ed in un partito-movimento può apparire fumosa e poco conveniente.
Al contrario, stare in un contenitore più grande non può che facilitare la circolazione delle nostre idee, mettere in risalto i nostri progetti, aumentare la nostra capacità aggregativa.
Tutto ciò a condizione di crederci davvero, di non sentirsi mai ospiti in casa d'altri bensì protagonisti di un processo storico di stabilizzazione del quadro politico nazionale e di definitiva affermazione della Destra politica italiana, per troppo tempo relegata a comprimaria da un arco costituzionale il cui unico cemento era quello di contrapporsi ad un nemico invisibile.
E soprattutto, passata la prima fase "emergenziale", con uno Statuto che sia dotato di poche ma chiare regole, dove la stella polare siano la meritocrazia e la competenza, in cui ciascuno possa sentirsi a casa propria e possa costruire, dal basso, il vero "Partito degli Italiani".
Forte di questa ambizione e con la speranza che anche in Toscana (e a Pistoia), pur in un quadro non semplice, si possa trovare un equilibrio che consenta a tutti di poter dare il massimo impegno nella creazione del PDL e nella prossima campagna elettorale per le amministrative della primavera 2009, sarei felice se altri volessero partecipare a questo dibattito, arricchendolo di proposte operative, critiche e suggerimenti.


Grazie a tutti.

Alessandro Capecchi

6 commenti:

matteo ha detto...

complimenti Alessandro ...sei sempre puntuale nei tuoi interventi..

Anonimo ha detto...

w silvio

paola ha detto...

Chi ha partecipato al 2dicembre di due anni fa ha in mente il percorso...un grande partito popolare e liberale in cui le regole sono certe e dove nessuno che voglia contribuire si deve sentire 'ospite'. Contro la tentazione di sospendere le regole democratiche (seppure de minimis)si deve affermare la coscienza della più ampia condivisione. C'è un movimento che chiede le primarie (è ingaggiato su facebook ma viene da più lontano)ed è un buon esempio. Affidarsi a regole certe e condivise è il fondamento dello stato di diritto ed è un diritto di ognuno di noi, IL DIRITTO.
BEN VENGANO INCONTRI APERTI IN CUI CHI SI E'SPESO, CHI HA DATO E CHI ANCORA VUOLE FARE trovi la migliore accoglienza.
L'amministrazione provinciale può passare a noi (AVREI TANTO VOLUTO CHE LE ATTRIBUZIONI DELLE PROVINCE FOSSERO STATE RIPARTITE TRA REGIONE E COMUNE MA TANT'E'...)si richiede un impegno fn da subito per il miglior risultato.

Anonimo ha detto...

Non sottovaluterei la nostalgia. Cambiare è comunque necessario e giusto.
Alessandro potrai confidare in tutto il mio appoggio.

luca cipriani ha detto...

condivido tutto. ho detto la mia nell'ultimo post pubblicato, non mi sento di aggiungere altro

cristina ha detto...

Forse questo commento ormai può avere il gusto della minestra riscaldata, ma solo adesso mi sento ispirata.
Credo di poter dire che dobbiamo assolutamente evitare il rischio di costruire una "fortezza vuota" entro le cui mura non si formino e si coltivino le identità personali e di conseguenza il senso di appartenenza, di continuità di una cultura. Questo rischio non è così remoto secondo me se si continua a far valere solo la logica dei numeri e non quella del "bagaglio" di memoria, di cultura, di storia che se non è da celebrare non è nemmeno da rinnegare. Capisco che tale logica favorisca chi non può vantare un grande patrimonio, ma è nostro compito difendere ciò che siamo e da dove veniamo. In tal modo possiamo ampliare i nostri orizzonti senza timore di perdersi.
Entrare a far parte del Pdl è stato un obiettivo ambizioso che potrà dare i suoi frutti in termini di consensi e di risposte alle nostre comunità, ma è fondamentale che si creino le condizioni per favorire "l'appaesamento" in questo nuovo organismo di ciascuno di noi che è parte di quella storia che ha caratterizzato la vita di chi ci ha preceduto, credendo, lottando, soffrendo e anche ottenendo la gratificazione di arrivare dove siamo arrivati.
Concludendo Alleanza Nazionale, i suoi uomini e le sue donne, avranno, come è logico che sia,il suo peso all'interno del Pdl e porteranno il loro prezioso contributo.