lunedì 22 dicembre 2008

DIBATTITO SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA – L’INTERVENTO DI ALESSANDRO CAPECCHI

Si è svolto in un clima di grande fervore il dibattito sulla tanto discussa riforma della Scuola voluta dal Ministro Maria Stella Gelmini. Ore e ore di discussione accesa, condita anche da interventi esterni - favorevoli e contrari – e infine conclusa con la votazione di due documenti molto distanti tra loro. Di seguito l’intervento svolto a braccio dal Capogruppo Alessandro Capecchi, che provocatoriamente ha giustificato l’esigenza di “uccidere il 68” per riappropriarsi di una scuola (pubblica) che sia realmente formativa, selettiva e impegnativa.
IL CONSIGLIERE CAPECCHI ALESSANDRO PRENDE LA PAROLA E COSI’ INTERVIENE
Presidente, Sindaco, Assessori e colleghi, parlerò molto meno di quello che avevo programmato di numeri e cercherò invece di parlare di principi e di valori, perché non condivido il giudizio che anche poc’anzi è stato riportato dell’assenza di un’idea di riforma e più complessivamente dell’assenza di un’idea di Paese e di futuro di questo Paese. Credo invece che questo Governo abbia un compito arduo e che, pure a volte sbagliando nel metodo, negli strumenti debba perseguirlo con tenacia, perché o lo facciamo noi e lo facciamo ora, o non lo faremo più. Uccidere il 68: questa è la missione che abbiamo! (continua nei "commenti"...)

4 commenti:

Alessandro Capecchi ha detto...

(continua dalla home page)
Caro Assessore, che vedendo qualche studente oggi ha probabilmente confuso quest’aula con qualche assemblea, perché più che un intervento ha fatto un comizio, la verità è proprio questa, perché la classe dirigente di cui ci si lamenta, perché non è solo la classe politica ma è più in generale la classe che porta avanti questo Paese, è figlia per la stragrande maggioranza del 68, del mito di mettere sullo stesso pari il professore e lo studente, del 18 politico, del 6 politico. Abbiamo costruito un Paese di ignoranti nella stragrande maggioranza dei casi, questo è il problema vero! Non lo volete dire? Siete in imbarazzo? L’imbarazzo doveva essere nostro, Assessore, siete voi in imbarazzo! Vi dovete sentire in imbarazzo fortemente, perché guardate non solo avete contribuito – non voi direttamente, chiaramente faccio un ragionamento politico – a destrutturare alcuni cardini essenziali dello Stato, perseguendo anche obiettivi per l’amor del cielo anche condivisibili, ma la verità è che poi a medio lungo termine le scelte che avete operato si rivelano purtroppo nefaste per la tenuta del nostro Stato.
Oggi si parla di scuola, si potrebbe parlare di magistratura, si potrebbe parlare di servizi pubblici, si potrebbe parlare più in generale di stato sociale o stato socialista, si potrebbe parlare del numero dei dipendenti pubblici di questo Paese. Vi riporto un dato: mio papà ha fatto l’impiegato in Prefettura, quando ancora scrivevano con le mani o con le prime macchine da scrivere, erano poco più di 70 e aveva l’ufficio del governo allora, con il commissario di governo che vigilava su tutti, avevano poco più di 30 dipendenti, è andato in pensione con molte delle funzioni trasferite agli enti locali, con l’informatica, con il Prefetto che ormai ha soltanto la funzione di rappresentanza e poco oltre, ha 70 dipendenti l’ufficio territoriale del governo di Pistoia e questa è la vergogna!
Il problema vero, come ha detto uno dei professori che è intervenuto oggi, è che si sono ribaltati i ruoli: la Sinistra è conservazione, siete conservativi, perché l’avete creato voi questo sistema, perché siete bloccati dalla C.G.I.L. che non vi fa toccare nulla. Avete fatto, nell’ultima esperienza di governo, un programma elettorale illeggibile di 280 pagine, per mettere d’accordo tutti, dopo 3 giorni che eravate in Parlamento vi siete arroccati, vi siete bloccati! Il libro bianco sulla scuola del Governo Prodi è guarda caso 280 pagine fitte di scritte e tabelle, dove si dice e non si dice, ma la verità, la prima verità parlando della riforma attuale della scuola è che la scuola sotto il controllo del Ministero dell’Economia ce l’ha messa la Finanziaria di Prodi, perché Prodi e il Ministro Fioroni, prima di fare il libro bianco, sono stati a sentire quello che gli diceva il Ministro Padoa-Schioppa.
Il problema però è un altro: è che siccome c’era l’ipoteca sindacale sopra, si è dovuto fare un grande libro bianco, poi fortuna o sfortuna giudicherà la storia il Governo è andato a gambe ritte e quel libro bianco non ha trovato, se non in minima parte, nell’ultima Finanziaria quella che ricordava prima il Cons. Berlusconi alcuni dei propri effetti, perché i tagli – anche su questo, Assessore, bisogna intendersi – non sono tagli netti di trasferimento o di spesa tout court, sono diminuzione di personale, perché partiamo dal presupposto che va diminuito un numero enorme di personale nella scuola, che spesso in considerazione di questo è mal pagato e mal motivato, perché non avete mai voluto o meglio i sindacati a cui fate riferimento non hanno mai voluto criteri di valutazione seria, né a livello di scuole inferiori né come ha ricordato oggi giustamente e lo ringrazio ora quel ragazzo che ha parlato di Azione giovani, perché noi siamo a differenza di altri molto chiari e quando c’è stato chiesto di indicare qualcuno, gli abbiamo anche detto “vieni, alzati e dici chi sei” perché non c’è nulla da nascondere, anche nell’Università dove vengono fatti compilare dei moduli che non servono a niente, dovrebbe essere la Sinistra a stare insieme a noi, anzi più avanti di noi nel lottare contro i baronati, contro i corsi alle facoltà con un unico iscritto, perché quelle sono risorse che vengono tolte alle classi deboli. Quelle sono le risorse vere che mancano!
Quando abbiamo fatto la discussione sull’Università a Pistoia, su quale punto qualificante ci siamo trovati d’accordo? Non diventi la continuazione del liceo l’Università a Pistoia, non ce n’è bisogno! Si qualifichi per uno o due corsi che sono legati al territorio e che in qualche modo arricchiscano l’offerta culturale e scientifica della Toscana, caratterizzando il nostro territorio. Quando poi sento la paura delle fondazioni, l’ingresso dei privati, perché se in Uniser se Breda vince la gara – speriamo – sui treni per l’alta velocità e quindi ha una stabilità finanziaria e decide di mettere 100 mila Euro all’anno dentro Uniser per sostenere i corsi della tecnologica dei trasporti, noi che si dice che non va bene? Se il corso di scienza del vivaismo va bene e i vivaisti di Pistoia, se uscissero un po’ dal loro provincialismo mettessero tutti insieme 100 mila Euro all’anno, si sarebbe contrari noi se lo strumento fosse quello della fondazione? Ma dove pensate che si trovino le risorse, dove?! Si deve continuare con questa commedia degli equivoci? Si deve continuare con gli spot noi da una parte e voi dall’altra a raccontare solo mezze verità?
Credo sinceramente che si sia davvero a un punto di svolta in questo Paese, sul fatto del Parlamento coinvolto o meno coinvolto, sono questioni procedurali che ormai attengono purtroppo ai bizantinismi della politica, di cui spesso si lamenta anche il nostro Primo Cittadino, rispetto alle esigenze di intervenire. Tra l’altro il Consiglio superiore della scuola pubblica guarda caso è stato riformato nel 99, mi sono andato a scaricare… (intervento fuori microfono) no, non è pieno di comunisti, è pieno di professori che fanno parte di questo sistema e che chiaramente non possono che legittimamente difendere lo status quo, ma questo è evidente e chiaro! In realtà non è quello di cui oggi abbiamo bisogno, non è un giudizio autonomo, perché è il giudizio reso da quelli che sono lì dentro, è evidente! È evidentissimo.
Non l’ha detto un estremista di Destra, l’ha detto Adriano Sofri: quando il maestro unico si scisse in 3 per 2 classi per ragioni sindacali, si è minato uno dei pilastri dell’istruzione pubblica. Questo ha detto Adriano Sofri, citato da me sembra quasi una bestemmia!
E ancora, guardate colleghi, io vi posso leggere, perché non è un male lo volevo dire al collega Ferretti che ha fatto un intervento come al solito pacato ma per certi versi condivisibili e per altri no, ma sempre al tema, non è un reato fare le citazioni, anzi io però vi voglio citare cosa dice Luca Ricolfi, che è un noto giornalista vicino alla Sinistra, che è quello che ha scritto l’altra casta colpendo i sindacati, purtroppo ancora poco, il quale parla delle cifre e dice “guardate, signori, che tutto questo cancan lascia perplessi”, perché in realtà lui parte dall’analisi di quei dati che non voglio citare, ma che parlano di una Università che ha fuoricorso in quantità industriali, ha 320 sedi su 100 province, ha quei numeri e quelle difficoltà che prima venivano ricordate, abbiamo la scuola media inferiore e superiore nelle attuali condizioni, ma lui dice di più: anche il mito della scuola elementare, della scuola primaria va in parte sfatato, perché se si parla sotto un profilo socio-educativo e pedagogico, per l’amor del cielo è evidente che avere 3 maestre per 2 classi può da quel punto di vista mettere in capacità la relazione del bambino, tutto quello che volete, interi trattati, ma dal punto di vista dei risultati che lui guarda e cita siamo purtroppo tornati molto indietro rispetto a prima.
Ve lo dico per esperienza diretta, per quello che può valere il mio caso personale, dove spesso e volentieri la mia povera mamma che ha fatto solo la quinta elementare e molta Settimana Enigmistica, mi dà delle passate in geografia, in storia, in mille altre questioni, per non parlare della grammatica! Invito il nostro Assessore comiziante a leggere un po’ di Sms di qualche ragazzo di 13 o 14 anni, leggeteli! Vi siete allontanati dalla realtà, parlate di Internet, vi sciacquate la bocca, leggete cosa scrive la gente quando si manda i messaggi: non c’è più uno che sa scrivere una frase compiuta in italiano. Leggere, scrivere e fare di conto, che è un’espressione che mi sta antipatica, si impara alle elementari, oggi non si impara più: questo è il problema vero! Questo è un problema serio, non si taglia ma si spinge verso una riqualificazione anche in questo caso, se lo volete capire altrimenti è uguale. Spero che questo Governo ovviamente duri e continui su questa linea.
A proposito di principi, la nostra Costituzione che tante volte citate non solo dice che la scuola deve essere garantita a tutti, è pubblica e almeno 8 anni, poi elevati a 10, ma dice anche che è la famiglia che educa e istruisce i figli, non è la scuola. La scuola non è la levatrice dell’unico pensiero a cui qualcuno di voi probabilmente pensa, questo deve essere un ragionamento chiaro. La scuola forma i cittadini, si deve fare l’educazione civica e questo Governo la reintroduce, ma non è la levatrice dell’unico pensiero, perché se si restituisce un po’ di tempo in più alla famiglia nel gestire la crescita dei figli, chi può è evidente, tant’è vero che il decreto Gelmini non è che impone, dà dei parametri di orario e lascerà scegliere le famiglie e le scuole, a seconda della propria collocazione, varieranno l’offerta in base alle richieste delle famiglie, perché se un ragazzo sta più insieme alla famiglia il pomeriggio non è mica un reato! Sarà la famiglia a scegliere il percorso migliore per lui… (intervento fuori microfono) lo fa di già e continuerà a farlo, anzi in maniera rafforzata ulteriormente.
Tant’è vero che il progetto di costituzione dell’Unione Europea tra l’altro garantisce ai genitori il diritto a fare impartire un’istruzione conforme alle loro convinzioni religiose filosofiche nel rispetto del diritto dei figli al loro sviluppo, è la centralità della famiglia un altro cardine che il Governo di Centro-destra sta cercando di recuperare, così come – concludo, Presidente – due principi cardine, il primo è quello del merito: devono andare avanti tutti, ovviamente coloro che non hanno le possibilità devono essere sostenuti, ma va avanti chi merita, perché la scuola oggi è diventata sempre più, sia per l’Università sia ai più bassi livelli, un esamificio o un promuovificio, tant’è vero che ripetere un anno è considerata una iattura. Questo non deve accadere, bisogna ritornare al concetto che tutti hanno diritto di studiare, ma che studiare è anche un dovere e non c’è la parificazione tra docenti e professori, non esiste! È invenzione del 68 che va abbattuta.
Infine, e concludo davvero, voglio citare semplicemente due frasi di un libro molto bello di José Maria Asnar, perché penso che ci diano le coordinate entro cui muoversi sul concetto di libertà e sul concetto di tolleranza. La libertà dice Asnar rispondendo a un ragazzo che gli ha scritto una lettera “perciò affermiamo – si rivolge a Santiago – che chi non è il responsabile delle proprie azioni non è realmente libero di agire” e questa è la stessa polare che ci guida nel reimmettere il voto in condotta.
Dall’altra parte, per quanto riguarda la tolleranza e quindi anche tutto il ragionamento, tutte le offese di razzismo, la vera integrazione, quella che per noi è la vera inaugurazione: è il caso della tolleranza, dice Asnar rivolgendosi a questo ragazzo spagnolo “tieni presente, Santiago, che tollerare non è altro che rispettare le idee e le convinzioni degli altri, quando queste sono diverse o divergenti dalle proprie. Ci sono persone che si stupiscono nel rendersi conto che, innanzitutto, si può essere tolleranti soltanto avendo idee proprie, al giorno d’oggi sembra che essere tollerante significhi esattamente rinunciare a tali idee e accettare senza eccezioni quelle degli altri, per quanto azzardate queste possano apparire. È una maniera miglior2 di concepire l’essere tolleranti e in definitiva una maniera di non esserlo.”
Noi non accettiamo lezioni di tolleranza o di intolleranza, continueremo a sostenere le nostre ragioni e le ragioni di questo Governo secondo quelli che riteniamo essere principi e valori di riferimento irrinunciabili.

luca cipriani ha detto...

standing ovation

filippo ha detto...

bravo ale.

Anonimo ha detto...

QUANTO TI VOGLIO BENE.
S.E.